di Emilia Giuliana Papa
Un mese denso di anniversari, ricorrenze e appuntamenti importanti quello di maggio. Innanzitutto, i riflettori dei media sono puntati, per una volta, sulla cultura e sul mercato librario, ingiustamente mortificato dalla concorrenza di internet. “Lapilli” si associa alle iniziative di promozione del libro, che fioccano a tutti i livelli. Abbiamo visto aprire i battenti alla più prestigiosa Fiera Internazionale del Libro, quella di Torino, appuntamento annuale imperdibile per gli appassionati e gli operatori culturali dell’attuale panorama editoriale. Incentrato quest’anno sul tema dell’Io e del rapporto con l’Altro dai punti di vista sociale, psicologico, scientifico e soprattutto “politico”, aficionados, organizzatori dell’evento nonché 53 nuovi editori hanno proposto stand, laboratori, dibattiti con autori e convegni ricchi di spunti di riflessione interessanti, sulla base di un motivo conduttore quanto mai attuale.
Un Io malato e ipertrofico, quello dei giorni nostri, egoista ed edonista, incapace di confronto con l’Altro, che ha perso ogni senso civico e morale, ogni volontà di comunicare realmente per trovare punti di incontro e soluzioni operative al disagio crescente. Un Io che assiste impotente all’attuale crisi di valori, oltre che economica, nascondendosi ed esibendosi tutt’al più - in un vanesio gioco di specchi - dietro identità virtuali che a nulla giovano in concreto se non a contraffare la realtà e ad eluderne i problemi.
Uno di questi, che riempie le pagine dei giornali assieme all’ipotizzato divorzio di Berlusconi (e l’accostamento è tanto grottesco quanto tristemente reale), è il cosiddetto “pacchetto sicurezza” discusso e approvato in questi giorni, con particolare riferimento alla parte di ddl relativa agli immigrati. In poche parole – ed ecco tornare al leit motiv della Fiera – la risposta del Governo al problema del rapporto ormai alterato con il Diverso, icona del Male, rappresentato da quegli extracomunitari che ormai affollano le nostre strade, lavorano nelle nostre case, assistono i nostri anziani e i cui figli frequentano le nostre scuole. Con buona pace del Premier che sembra – in modo del tutto anacronistico – negare l’esistenza stessa di una società multietnica in Italia. Che ormai è un fatto, non un pericolo da scongiurare. Ebbene, in questi giorni è stato votato un decreto legge sul fenomeno immigrazione, rigido e inflessibile, che pare non lasciare -di fatto- alcuno spiraglio neppure per chi chiede asilo politico, quasi fossero irrilevanti i sottili “distinguo” tra delinquenti e persone per bene in difficoltà, quasi che unico scopo fosse rifiutare in blocco i migranti in quanto diversi, in contrasto con ogni principio di solidarietà e con ogni diritto di accoglienza, peraltro sancito dalla Costituzione.
Inutile ribadire che netta è stata la disapprovazione da parte non solo dell’opposizione, ma anche di esponenti di primo piano della CEI, del Vaticano e di autorevoli giornali cattolici nonché, naturalmente, degli organismi internazionali. Se poi spostiamo la nostra attenzione dal nostro Canale di Sicilia alla cosiddetta “Padania”, restiamo esterrefatti di fronte alle dichiarazioni di un Salvini leghista che, facendoci evocare ricordi lontani di eventi consegnati alla storia, propone di riservare alcuni vagoni della metropolitana di Milano soltanto ai cittadini meneghini. E fioccano altre rimostranze e proteste cui questa volta si associa persino il Presidente della Camera Gianfranco Fini. Si richiedono spiegazioni. Si risponde che si è soltanto trattato di una boutade, di una provocazione (di pessimo gusto, vien da aggiungere). In definitiva, speriamo di sbagliarci, riteniamo però che questo stato di cose sia la spia più che attendibile di una insofferenza sociale e di una tendenza verso traguardi xenofobi e razzisti da non sottovalutare.
Ma cambiamo argomento. Non mi sottraggo alla tentazione di ricordare un altro anniversario che smentisce, per fortuna, il pessimismo poc’anzi espresso sull’attuale Io malato e privo di senso della comunità: il 23 maggio 1992 moriva Giovanni Falcone, stroncato nell’attentato di Capaci dopo una lunga carriera di magistrato, e una intera vita, dedicate al Bene Pubblico, all’antimafia e al perseguimento della Giustizia. Una sola considerazione ci soccorre in questi anni bui, e sono le sue stesse parole: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”.
L’impegno profuso, nel nostro piccolo, attraverso le pagine di “Lapilli”, con le sole forze di una redazione armata unicamente di ideali e di penne per scrivere - tutt’al più di un pc portatile -conferma che le idee, quando sono buone, non si dimenticano. E camminano. In attesa che qualcuno, più competente e con più mezzi, le possa realizzare in concreto. Intanto, siamo arrivati a 2 anni da quel maggio 2007 in cui, un po’ per gioco e un po’ per passione, abbiamo iniziato la nostra avventura giornalistica. E questo è l’ultimo anniversario del mese, di certo il meno importante, che ci teniamo comunque a segnalare. Per i nostri lettori, speriamo sempre più numerosi. Buon compleanno, Lapilli!
mercoledì 3 giugno 2009
MAGGIO: UN MESE DI RICORRENZE
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mercoledì 25 febbraio 2009
Alla ricerca della nuova Springfield

Bene bene, a quanto pare dopo l’accordo tra monsieur Sarkozy e il fido Silvio sul nucleare, con la cooperazione tra Enel e Edf, non resta che rassegnarci al ritorno delle centrali nucleari in Italia. Paura? Ma no, tranquilli! Una parte del mondo scientifico ci ripete che le centrali di ultima generazione sono sicure, asciutte e pulite. Speriamo però non siano sicure come le centrali francesi, dove negli ultimi 7 mesi si sono verificati 10 incidenti, di cui almeno un paio di una certa gravità, a Tricastin e Pierrelatte. E poi, come non credere al ministro Scajola, che dice che il nucleare è scelta obbligata per non restare a secco d’energia? L’unica scelta possibile. Il sole può attendere.
Ma quali saranno le sedi delle 4 nuove centrali previste? In pole position la Sicilia che si è candidata (!) per una centrale nella zona tra Augusta e Ragusa, poi la Puglia, la Basilicata e il Veneto, nella zona di Porto Tolle (Rovigo). Facile immaginare, dopo i no-Tav, i no-Ponte, i no-Dal Molin anche i no-Atomo…
Eppure un sito ideale per una centrale nucleare ci sarebbe: Arcore.
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venerdì 20 febbraio 2009
al via il Decreto antistupri

Il consiglio dei ministri, ha approvato all’unanimità il decreto antistupri. Il decreto, come preannunciato, autorizza le ronde a cui i semplici cittadini potranno partecipare. In realtà è stato previsto per gli ex agenti di polizia, ma si sa che il popolo italiano seguirà la tendenza e si armerà… No!! I membri non dovranno essere armati, e dovranno procedere in coordinamento con il prefetto, ci saranno delle liste di volontari depositate in prefettura e ovviamente dovranno essere incensurati. Tutto questo a seguito dei recenti fatti accaduti. Ma il premier ci rassicura. I casi di stupro, dal 2006, sono diminuiti del 10%, anche grazie ai pattugliamenti dei militari nelle nostre città. Sarà vero? Allora perché far ricorso alla legislazione d’urgenza? E come mai, in questa norma si parla anche del fatto che gli immigrati dovranno essere trattenuti nei centri di identificazione per sei mesi, quando sino ad ora erano previsti due mesi?
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domenica 15 febbraio 2009
Baciamo le mani

Che fine ha fatto l’ex sindaco di Catania? Dove è andato a svernare il “simpatico” guaglione che ha lasciato la città immersa nei debiti (oltre 900 milioni di euro), al buio e in uno stato di degrado senza precedenti? Premiato da Berlusconi con un posto al Senato nelle ultime elezioni, guardacaso alla vigilia della condanna in primo grado, lo scorso 2 maggio, a due anni e mezzo di reclusione per abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale, sembra ora alle prese con altri grattacapi.
La Procura di Catania ha infatti chiesto per Scapagnini il rinvio a giudizio per abuso d’ufficio per gare d’appalto pilotate e modifica illegale del bando, nell’ambito dell’inchiesta sui parcheggi sotterranei da realizzare in projet financing. Tra gli altri 7 soggetti coinvolti nell’inchiesta, sono stati rinviati a giudizio per turbata libertà degli incanti anche i rappresentanti legali delle ditte Virlinzi e Costanzo, che avrebbero dovuto realizzare le opere.
E mentre la città è volontariamente tenuta all’oscuro su tutti gli intrallazzi tra politica e imprenditoria locale (per molto meno in Campania è scoppiato un putiferio che ha coinvolto l’imprenditore Romeo e diversi politici), a quali altri baci starà pensando il nostro caro Umberto?
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domenica 8 febbraio 2009
Il volo degli avvoltoi

Potevano mancare gli avvoltoi al momento dell’epilogo della triste vicenda di Eluana Englaro? Ovviamente no. Eppure da anni il padre di Eluana lotta per liberare la figlia, che da 16 anni non-vive con un sondino che le porta cibo e acqua in un corpo spento e imbottito di farmaci. Dove fossero questo e i precedenti governi, genuflessi al sacro-romano-impero-vaticano, quando si trattava di porre all’ordine del giorno il tema del testamento biologico non è chiaro. Ora che la magistratura si è pronunciata, in assenza di una legge che regoli la materia, non resta che strumentalizzare, avrà pensato Silvio. Attaccare la Costituzione, ben sapendo che un decreto emesso dal governo per annullare una sentenza di un giudice è incostituzionale, come ha ricordato Napolitano, che della Carta è custode. Usare Eluana per avvertire il Colle che chi comanda è lui.
Il resto è il solito squallido contorno di esternazioni del premier-medico (“Eluana non è in morte celebrale perché respira ed è autonoma, e potrebbe in ipotesi anche avere un figlio”) e del premier-cabarettista che si augura di “fare in tempo” con la legge, ora che l’alimentazione è stata sospesa, perché “una persona normale sta due o tre giorni senza mangiare e bere. Pannella ne sa qualcosa”.
Più in basso di così si può?
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giovedì 29 gennaio 2009
Nuova intesa USA-Iran

L'Iran si dichiara pronto a collaborare con il nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a patto che questi cambieranno le loro politiche nella regione. In realtà il presidente americano dovrà riconoscere il ruolo di Teheran nelle politiche delle regioni occupate, l'Iraq in primo luogo. Ma anche in Afghanistan e in Libano. Ruolo che di fatto già ha assunto l'Iran, dimostrando che di fatto la violenza in Iraq è già diminuita. Insomma, se Barack Obama riesce a non perdersi in chiacchere, forse si potrà anche vedere una rinegoziazione sulle azioni intraprese dall'Iran sul nucleare. Buona fortuna
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giovedì 8 gennaio 2009
Ma che freddo farà?

Continua la guerra del gas tra Mosca e Kiev. Putin ha deciso di chiudere i rubinetti e questo tocca anche l’Europa. A Bruxelles si è svolta una riunione ai massimi livelli tra La Commissione Europea, e i due colossi del gas Gazprom e Naftogaz. La Russia accusa l’Ucraina di sottrarre illegalmente il gas e quindi l’erogazione avverrà solo quando la Commissione europea accerterà che sia vero e porrà un rimedio.
Ma in Italia come siamo messi? Moriremo dal freddo? Il Ministro Scajola non ci allarma e dice che il belpaese ha scorte a sufficienza per almeno due mesi. In effetti l’Italia, lo scorso novembre, secondo dati della Stogit, aveva uno stoccaggio di circa 12 miliardi di metri cubi complessivi, di cui circa 5 di stoccaggio definito “strategico”. Inoltre la Russia non è il maggior fornitore dell’Italia. Il primo fornitore è l’Algeria (34%), gas proveniente dal gasdotto di Mazara del Vallo, poi la Russia (30%), dalla rete nazionale di Gorizia, la Libia è al terzo posto con il 12,5%, i Paesi Bassi (11%) e la Norvegia (7,5%). Il restante 5% viene importato da altri paesi. A quanto pare non sarà un inverno tanto freddo come si crede…
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